Il primo linguaggio della scoperta è il tatto ma spesso, nei luoghi storici, vige il “vietato toccare”.
Le riproduzioni 3D degli stemmi che abbiamo realizzato per la visita della Rocca Roveresca di Senigallia ribaltano questo principio. Sono stati pensati, infatti, laboratori didattici e percorsi tattili in cui l’esperienza sensoriale diventa strumento di apprendimento e inclusione.
Su commissione della Direzione Regionale Musei Marche, abbiamo ricreato dieci stemmi araldici per rendere accessibile il patrimonio monumentale della Rocca, e riprodotto il motto della famiglia della Rovere (circa 2 metri) come un puzzle componibile. Altri tre stemmi nobiliari sono stati stampati con colori vibranti per uso didattico.
Le stampe 3D sono state realizzate con due differenti materiali: in resina le riproduzioni araldiche a rilievo, per salvaguardare l’accuratezza delle incisioni, in pla il motto e gli stemmi ad esclusivo uso didattico.
Dal punto di vista tecnico, la sfida più rilevante è stata la fase di rilievo fotogrammetrico.
La collocazione degli stemmi negli angoli superiori delle sale, a diversi metri di altezza, ha richiesto una pianificazione accurata dei punti di ripresa e l’uso di attrezzature specifiche. Per garantire modelli 3D ad alta definizione, è stato necessario acquisire ogni superficie da molteplici angolazioni, assicurando sovrapposizioni fotografiche adeguate e la massima fedeltà nella restituzione dei dettagli scultorei in vista della creazione del modello 3D per la stampa.
Naturalmente, attenzione specifica è stata infine dedicata alla post produzione, realizzata con cura per la destinazione d’uso dei diversi manufatti digitali. I pezzi pensati per il percorso di accessibilità tattile del museo sono stati post prodotti con effetto pietra, mentre quelli pensati per l’aula didattica, stampati in pla e successivamente rifiniti per la resa pittorica degli stemmi araldici, sono stati lasciati in materiale grezzo. In questo modo, gli studenti partecipanti alle attività educative possono maneggiare i pezzi in totale libertà. Completa il progetto di inclusione il puzzle del motto, divenuto uno strumento interattivo e monumentale.