Quando, nella primavera del 2019, ci hanno coinvolti come speaker per l’edizione 2019 del TEDx di Catania, lo ammettiamo, siamo rimasti stupiti.
Che valore potevamo apportare noi, start up siciliana fondata da appena due anni, ad un evento il cui marchio è famoso nel mondo per l’ispirazione che da a chi partecipa?
Ispirazionale era anche il tema intorno cui costruire il nostro talk: what if. Cosa accadrebbe se…
Nel 2019, il digitale in particolare la gamification museale, stava entrando prepotentemente (o almeno così sembrava) nel mondo dei beni culturali. Era l’epoca dei pokemon go, gioco per dispositivi mobile che spingeva le persone a camminare per strada, entrare in spazi pubblici e privati per completare la raccolta dei pokemon geolocalizzati casualmente disposti sulle mappe virtuali del mondo fisico e anche i musei iniziavano a pensare alla gamification come strumento di lettura delle collezioni museali.
Siamo partiti, quindi, da due considerazioni: l’esperienza diretta avuta dalla nostra founder, Luna Meli, durante percorsi di didattica museale per i bambini delle elementari in cui la prima reazione era stata “ora ci annoiamo” e la consapevolezza espressa dall’allora direttrice del Louvre di gestire uno spazio che “non è cool”.
Ma se i musei non sono cool, se la cultura è noiosa per chi, un domani, dovrà custodirla, di chi saranno i musei del 2050? Chi eviterà che si trasformino in immensi depositi?
Ritrovare lo stimolo culturale proprio dei musei in linguaggi da cui, tradizionalmente, i musei son distanti è la chiave di volta per mantenerli luoghi vissuti e quotidiani.
Abbiamo ripensato all’esperienza del Comicon, la fiera dei fumetti di Napoli, in occasione della quale la Panini aveva realizzato un fumetto, edito su Topolino, in cui Canova si recava a Napoli per trarre ispirazione.
Abbiamo ripensato al video di Beyonce, girato nelle sale del Louvre e che aveva permesso ad opere d’arte diverse dalla Gioconda, di entrare nell’immaginario collettivo di adolescenti e neo maggiorenni.
Abbiamo pensato, ovviamente, anche a ciò che stavamo facendo noi in Sicilia: portare il gioco nei musei per renderli più coinvolgenti, stimolanti ed interattivi, utilizzando i mezzi di comunicazione quotidiana, cioè gli smartphone.
Da quel giorno di Ottobre 2019 l’uso del digitale per la valorizzazione dei beni culturali ha fatto ulteriori passi in avanti ed oggi l’uso di stampe 3D, applicazioni mobile e strumenti di engagment per i visitatori sfruttando il potenziale di video 3D o guide multimediali è diventata prassi.
Per chi volesse riascoltare quale era lo stato del digitale nei beni culturali nel 2019, è possibile rivedere l’intervento di Luna Meli al TEDx Catania, sul canale youtube. Noi, lasciamo testo dell’intervento integrale originale, condividendolo liberamente, come libera per tutti dovrebbe essere sempre la cultura.